Consigli...da lettrice!

 

 

Premetto che io non sono una fanwriter, non ho mai scritto niente ad eccezione di qualche scenetta divertente tra i personaggi di Dragonball che sicuramente avrete letto qua e là. Quindi, non ho certo la presunzione, con questa pagina, di volervi dare insegnamenti di stile, semplicemente qualche consiglio spassionato non da parte di chi scrive, ma da chi da sempre è abituata a leggere.

Non siete in alcun modo obbligati a seguire ciò che è scritto in questa pagina, sono solo alcune osservazioni su quello che un lettore può apprezzare o meno in una fanfiction, quali sono le piccole cose che catturano il suo interesse e lo fanno appassionare ad una storia oppure abbandonare la lettura dopo poche righe.

Sperando che possa solo esservi utile e non influenzare il vostro modo di scrivere, comincio con la mia profana, umilissima lista di qualità essenziali:

 

Punto 1 – Il linguaggio

Quando un lettore inizia a leggere una storia, la prima cosa che nota, prima ancora del contenuto, dei personaggi o della trama, è il lessico. Se chi scrive fa un buon uso della lingua italiana, non certo ai livelli di un professore di letteratura, ma comunque il minimo indispensabile per permettere una buona comprensione del testo, il lettore sarà inconsciamente ma immediatamente ben disposto a continuare a leggere. Quindi, primo requisito è sicuramente stare attenti alla grammatica e all’ortografia, proprio come ci insegnano a scuola, ma non solo: se si vuole dare il giusto valore a ciò che si scrive, non si deve limitarci a fare la classica “lista della spesa”, ma imparare ad inserire anche termini più precisi e dettagliati o ad aggiungere sempre gli aggettivi egli avverbi giusti per rendere meglio l’idea di ciò che si vuole trasmettere.

Parole dialettali, inoltre, sicuramente non sono molto adatte al linguaggio di una fanfiction su Dragonball, se non altro perché il resto d’Italia potrebbe non capirne il significato!

Al contrario, un linguaggio troppo complicato e astruso, per quanto bravo sia chi scrive, non facilita certo la comprensione da parte del grande pubblico, che si scoraggia immediatamente e abbandona di conseguenza quella che sarebbe una lettura troppo difficile.

Quindi, sempre meglio usare una via di mezzo!

 

Punto 2 – Il background

Un’altra cosa importante che cattura subito l’interesse del lettore è il modo con cui lo fate immedesimare all’interno della vostra storia o comunque di una qualsiasi scena. Se chi scrive dà spazio agli eventi senza aver un minimo introdotto l’ambientazione o  comunque ciò che circonda il personaggio, chi legge rimane sicuramente spiazzato, senza neanche aver avuto il tempo di staccare dalla realtà e crearsi un’immagine mentale di ciò che sta succedendo. Quindi, la cosa migliore è innanzitutto dare una localizzazione spaziale e temporale alla scena che si vuole rappresentare, perché se non ce l’ha chiara in mente chi scrive, come si può pretendere che se la immagini il lettore? Credo che spesso chi scrive dia per scontato che la sua scena appaia esattamente allo stesso modo nella mente di chi legge, ma questo è assolutamente impossibile! Però, ci si può sicuramente avvicinare, dare almeno un’idea, non solo visivamente, ma anche attraverso le sensazioni che il personaggio prova. Per fare un esempio banale…se il protagonista deve attraversare uno sterminato campo di rose, non credo lo faccia come se fosse un’ameba priva di capacità sensoriali, questa semplice azione sarà certamente accompagnata dalla visione di uno spettacolo d’eccezione, dalla sensazione dei fiori che gli solleticano le gambe mentre passa (o il dolore delle spine, al limite!), dal profumo che emettono. Poi, le emozioni che il personaggio proverà dipendono dal contesto, dalla situazione in cui si trova: nell’esempio precedente, potrebbe provare un’infinita gioia così come un’infinita tristezza.

Naturalmente tutte queste descrizioni non devono accompagnare ogni singola azione, altrimenti la storia diventerebbe al contrario una noia totale senza che succeda niente di concreto, ma un minimo di background è senz’altro importante quando si intende dare una certa suggestione alla scena o si pensa che sia essenziale per la comprensione dell’azione.

 

Punto 3 – I personaggi

Ed ecco uno dei fattori in assoluto più importanti, almeno per quanto mi riguarda.

Un’altra cosa che chi scrive dà giustamente per scontato è che se uno legge una fanfiction su Dragonball è senz’altro già a conoscenza dei personaggi, della loro personalità e delle loro vicende passate e future narrate nella serie originale. Non per questo vanno rappresentati e fatti agire in maniera piatta e passiva solo in funzione della trama, perché anche se il protagonista è l’idolo del lettore, in quella fanfiction lo vedrà solamente come un burattino di legno. Il personaggio, buono o cattivo che sia, è prima di tutto un essere pensante, che prova emozioni, e solo attraverso questa prospettiva interiore il lettore potrà comprenderlo al meglio, capire il perché delle sue azioni, o addirittura immedesimarcisi. La serie originale ci ha senz’altro dato un’idea del carattere e del temperamento di ogni personaggio, per chi più e per chi meno, soprattutto attraverso ciò che fa e ciò che dice. Quindi, chi scrive dovrebbe solo mantenere queste caratteristiche di partenza e eventualmente ampliarle o renderle più evidenti, rimanendo però sempre coerenti al personaggio originale. Quindi, tutto ciò che viene fatto dire o fare a quel personaggio dovrebbe essere in accordo con la sua personalità, in modo che il lettore possa riconoscere nella vostra fanfiction lo stesso personaggio che ha amato (oppure odiato) nella serie originale. Per fare un esempio…se in una scena Vegeta, risvegliatosi al mattino, porta affettuosamente la colazione a letto a Bulma con tanto di rosa e bigliettino romantico, forse il lettore si chiederà se quello è davvero il Principe che conosce oppure semplicemente uno che in comune con lui ha solo il nome! Oppure per Gohan…forse farebbe un po’ effetto vederlo rappresentato come un dongiovanni inpenitente! Diciamo che queste idee ispirerebbero senz’altro una fanfiction dell’assurdo! Naturalmente questi esempi di OOC (Out of Character, fuori dal personaggio) sono portati all’eccesso, ma a volte basta poco per rendere un’azione o un discorso strano o inusuale da parte di un personaggio. Quindi, credo sia sempre bene studiare i personaggi che si intende usare e immaginare se vedere la stessa scena o ascoltare lo stesso pensiero vi sembrerebbe assurdo nella serie originale…credo che funzioni!

Logicamente per personaggi poco approfonditi da Toriyama come Bra o Marron (ma anche lo stesso Goten, per certi aspetti) non si hanno molte informazioni da cui partire, si è costretti comunque a farcele bastare e ad immaginare noi tutto il resto, pensando per esempio come deve essere stato cresciuto, dove, con quali persone o quali influenze, ecc…come al solito con una buona dose di coerenza!

Se siete voi ad inventare un personaggio, naturalmente avete carta bianca! Ma se si vuole che quella “new entry” sia apprezzata e compresa dal lettore, bisogna inventarci anche una personalità, un passato, un modo di porsi e di presentarsi.

In conclusione, un lettore apprezzerà sicuramente di più un personaggio “vivo” e coerente che un burattino insensibile e fuori luogo.

Le stesse accortezze valgono anche per le relazioni interpersonali, cioè i rapporti che legano i diversi personaggi e come si comportano fra loro, che quindi non devono essere in disaccordo con ciò che abbiamo già visto, sia che si parli di parentele, amicizie o storie d’amore. Se in una storia viene rappresentata una coppia inventata e non concepita nella serie originale, l’autore non può dare per scontato che finiscano insieme solo perché desidera che sia così, ma deve cercare di convincerne anche il lettore, portandolo ad accettare come possibile quella eventualità, creando le condizioni giuste per permettere non solo l’unione definitiva di quei due personaggi, ma anche quelle che li hanno portati ad avvicinarsi e ad innamorarsi. Quindi, se il lettore si trova a leggere una fanfiction dove, per esempio, Pan e Trunks stanno già insieme o sono già perdutamente innamorati e incapaci di dichiararsi, potrebbe benissimo domandarsi: “Mi sono perso qualcosa??”.

 

Punto 4 – Linea ordinaria e Alternative universe?

Tasto dolente, questo! Mi sono accorta che spesso c’è una gran confusione a riguardo, soprattutto per mancanza di una vera conoscenza del mondo di Dragonball da parte di chi scrive…non è certo una colpa, basta informarsi un po’!

Allora, nelle fanfictions di linea ordinaria l’ambientazione dovrebbe rispecchiare quella rappresentata nella serie originale. Il problema è che non tutti sanno che il mondo di Dragonball è un mondo di fantasia, anche se si chiama Terra come il nostro pianeta ed è senz’altro molto simile (vedi lo speciale “Db World”). Quindi, è sicuramente strano per chi legge vedere la storia ambientata in Giappone, in America o in Italia…oppure, leggere di luoghi famosi, di programmi, di marchi o di personaggi caratteristici del nostro mondo, come se i nostri eroi fossero rappresentati in viaggio verso Roma a bordo di una Fiat Punto per andare a rendere omaggio al papa! In questo caso la storia si trasformerebbe in un Alternative universe, dove l’universo alternativo è proprio quello dove viviamo.

Nel caso invece di A/U Fantasy, storici, western o comunque di altri generi, anche se l’ambientazione cambia, il lettore dovrebbe riconoscere almeno i personaggi, che oltre logicamente al nome dovrebbero mantenere la stessa personalità, la stessa età, gli stessi rapporti interpersonali o parentali e, con una buona dose di fantasia, anche lo stesso ruolo o professione, con le adeguate modifiche e adattamenti. Sta all’inventiva dell’autrice, infatti, immaginare come uno come Trunks, per esempio, che nel mondo di Dragonball è il presidente di una delle maggiori società del pianeta, potrebbe essere rappresentato in un A/U Western: magari come l’erede di un’importante compagnia di allevamento di cavalli purosangue…mentre suo padre Vegeta, che in Dragonball è un sayan alieno, potrebbe diventare un pistolero straniero sanguinario e conquistatore che poi si è redento e ha sposato la fondatrice.

Anche la trama della vostra storia, infatti, dovrebbe essere ispirata alla serie originale, seguendone i punti salienti e rispettandone gli sviluppi. Altrimenti, come si può pretendere che un fan di Dragonball possa appassionarsi ad una fanfiction in cui l’unica cosa che glielo ricorda sono i nomi dei personaggi?

 

Punto 5 – La trama

Ed eccoci finalmente al cuore delle fanfictions, ossia a ciò che effettivamente una storia racconta. Logicamente ogni scrittore imposterà il suo lavoro a modo proprio: c’è chi si fa ispirare da qualche dettaglio per costruirci poi intorno una storia, e chi invece ne concepisce prima e punti fondamentali e solo dopo le singole scene.

Credo però che sia difficile mettersi a scrivere senza avere neanche una minima idea di cosa voler parlare! Logicamente all’inizio neanche l’autore stesso può aver del tutto chiaro come far finire la sua fanfiction, ma dovrebbe almeno aver pensato ad  una sorta di scaletta mentale su come far sviluppare gli eventi.

Una fanfiction che non ha niente da raccontare o da trasmettere sicuramente non appassionerà il lettore, così come una storia dove succedono troppe cose e in modo troppo incasinato o scollegato, verso la quale sarà di certo scoraggiato.

Che la fanfiction sia un soliloquio o una storia d’azione, deve comunque avere un obiettivo, non solo facilmente comprensibile dalla fetta di pubblico a cui è rivolta, ma anche in grado di coinvolgerlo e tenerlo appiccicato allo schermo dall’inizio alla fine. Specialmente se si tratta di una saga o comunque di una long-fic, l’autore deve concepire una trama interessante ed avvincente, con risvolti inaspettati o con un lento e progressivo dipanarsi di misteri. Sicuramente sarà più rapito da una storia originale e inaspettata che da una vicenda che richiama qualcosa di già visto e di già letto, per cui…bisogna far lavorare la fantasia e ragionare con la propria testa!

Un’altra cosa che spesso lascia spiazzato il lettore è trovarsi immediatamente in mezzo ad una vicenda senza aver avuto idea da dove si è partiti. Quindi, è importante, prima di dare spazio alla trama, introdurre la situazione iniziale, che poi naturalmente verrà “perturbata”, avviando quella serie di eventi che porteranno alla conclusione, la quale potrà essere o il ripristino della situazione iniziale o al contrario un totale cambiamento, in bene o in male…a vostra discrezione!

L’essenziale, però, è che tutto abbia un senso logico. Per il resto...sbizzarritevi come meglio credete!